
Si propone un percorso ad anello del Monte della Madonna, con salita fino alla sommità, impiegando poco più di 3 ore. Si seguono in parte: il Sentiero degli Alpini (segnavia bianco-rosso - R1 o verde-bianco-rosso), l'Alta Via dei Colli Euganei N. 1 (triangolo bianco-rosso - 1) e il Sentiero dei Colli Euganei N. 17 (segnavia bianco-rosso - 17).
Il Monte della Madonna (526 m) è una cupola di quarzotrachite alcalina, con marna euganea a nord, insieme a lava basaltica, scaglia rossa e maiolica a est. Nella parte occidentale abbiamo due dossi: Motolon e Castelletto. In un punto dell'Orittologia Euganea di Niccolò da Rio il monte è indicato con Rovolone, ma dovrebbe essere un refuso. Il Monte Rovolon può essere identificato con l'altura tra Carbonara e Rovolon.
- Descrizione tecnica
Lunghezza: 4,5 km Tempo: 3 ore Quota di partenza: 213 m Quota minima: 213 m Quota massima: 514 m Dislivello positivo: 424 m Dislivello negativo: -424 m Verso del percorso: Antiorario Difficoltà tecnica: Facile ma con salite ripide

Si parte da Via San Giorgio a Rovolon, dove si trovano una tabella e le frecce dei sentieri (San Pietro - 213 m).
Entrate nel bosco e subito dopo incontrate un bivio: a sinistra c'è il sentiero di ritorno, mentre voi salite a destra, seguendo il Sentiero degli Alpini R1, ben segnalato da una serie di frecce e segnavia. All'inizio la salita è dolce, in mezzo a un ceduo di robinia, poi si inseriscono castagno e rovere. Si sta percorrendo una vecchia mulattiera, che nel primo tratto conserva ben evidente la pavimentazione trachitica.

Superato un crocevia, si procede dritti su salita che diventa più ripida, fino a un bivio con frecce (Bivio Sant'Antonio Abate - 323 m); a sinistra continua il sentiero n. 17, che incroceremo più avanti. Voi prendete il sentiero R1 a destra, che ora è diventato stretto e roccioso.
All'inizio sale, per poi scendere, con discreta pendenza, tra le rocce. Poiché ci si sposta verso un versante più meridionale, compaiono specie più termofile: erica arborea, cisto, corbezzolo.
Raggiunto uno sperone di trachite, compare l'Opuntia humifusa e più in alto anche altre specie di Opuntia non identificate. Da qui potete osservare un panorama: da sinistra 📷 il Monte Venda (601 m), Monte Vendevolo (460 m), Monte Cinto (282 m), Monte Lozzo (324 m); sulla destra 📷 il Monte Santo (143 m), l'Albettone - devastato dalle cave - i Colli Berici e dietro le Prealpi; in primo piano il Monte Altore (363 m), con una cava ancora attiva.

Finalmente, dopo avere superato faticosamente altri spuntoni rocciosi, si arriva al trecentesco Oratorio di Sant'Antonio Abate 📷 📷 📷 (Chiesetta Sant'Antonio Abate - 333 m), detto anche di Sant'Antonio del Fogo (con riferimento all'Herpes zoster), oppure Sant'Antonio Porseeto (perché rappresentato con un maialino accanto). È ciò che resta di un più ampio complesso. Attorno al 1200, infatti, sorse l'eremo di Sant'Antonio del Covolo perché lì vicino si trova una grotta, in passato detta “covolo”.

La profonda grotta, scavata nella maiolica, che si trova vicino al lato settentrionale della chiesetta, è di origine naturale, ma probabilmente allargata dall'uomo in epoche passate. Ora è denominata Grotta di Santa Felicita 📷 perché, secondo una leggenda, tra l'VIII e il IX secolo Santa Felicita qui si ritirò a vita eremitica. I suoi resti riposano ora nell'Abbazia di Santa Giustina a Padova perché alla fine del 1200 divenne un monastero benedettino alle dipendenze, appunto, dell'Abbazia.
In fondo alla grotta, che è chiusa da un cancello di ferro, c'è una profonda pozza d'acqua 📷, alimentata da una sorgente, nella quale vivono dei tritoni, mentre al suo ingresso c'è un altarino, sopra il quale c'è una nicchia con la Madonna di Lourdes 📷.
La vegetazione nella zona circostante comprende paulonia, bagolaro, ailanto, viburno e alcuni cipressi.

Si riprende a salire a sinistra per un impegnativo sentiero tra i sassi, in mezzo alla vegetazione mediterranea. Dal costone trachitico sulla sinistra, chiamato “Salto della volpe” 📷, si può osservare la chiesetta dall'alto 📷, il vicino Monte Altore e gli altri Colli circostanti.
Al bivio che trovate poco dopo, tenete la sinistra.

Dopo un centinaio di metri si abbandona il Sentiero degli Alpini R1 e sulla sinistra imboccate in salita l'Alta Via dei Colli Euganei n. 1, sentiero a elevata pendenza. In questo primo tratto, a partire dalla chiesetta, il fondo è di maiolica e poi riprende la quarzotrachite.
Continuate a salire fino a un crocevia e qui tenete la destra, agganciandovi al Sentiero dei Colli Euganei n. 17; ai successivi bivi, proseguite sempre in salita davanti a voi.
Alla fine sbucate sul tornante asfaltato, dal quale potete godere ancora un bel panorama 📷.


A destra dello slargo vi attende ancora una ripida salita - i segnavia sono sempre dell'Alta Via n. 1 e del Sentiero n. 17 - che vi porta all'ultimo tornante. Dalla strada è possibile vedere il panorama 📷 📷 verso l'Adriatico, visibile nelle giornate limpide.
Ora vi trovate davanti a un cancello, attraverso il quale salite al Santuario Monte della Madonna 📷 (Santuario Monte Madonna - 524 m), dedicato alla Beata Vergine Assunta, monastero benedettino dipendente dall'Abbazia di Praglia.
Nel XIII secolo esisteva già una chiesa con un piccolo eremo. Dal 1500 ha subito rifacimenti e ampliamenti e non ha subito la sorte di Praglia con le soppressioni napoleoniche. Nel 1940 è stata parzialmente ricostruita e tra la fine degli anni '50 e l'inizio degli anni '60 il Santuario è stato affiancato da un piccolo monastero con un chiostro, 📷 📷 che in passato aveva l'erba 📷.
Dietro la chiesa una piazzetta con la statua della Madonna con bambino 📷.

Dopo avere visitato il Santuario, potete fare il giro, in senso antiorario, attorno alla cima con ripetitore e poi scendere al cancello.
Ora comincia il percorso di ritorno.
Scendete fino al successivo tornante, dove abbandonate l'Alta via e seguite a sinistra il Sentiero n. 17, che inizia con una tabella informativa. Il primo tratto, fino ai ripetitori, ha una discreta salita tra i sassi poi, dopo la panchina, si continua a scendere fino all'arrivo, su un percorso assai ripido (Attenzione! I piccoli sassi del fondo possono farvi scivolare), attraverso un bosco di castagno, con faggio, tiglio e alcune betulle, rare sui Colli, residuo dell'ultima glaciazione.

Al primo tornante, con bivio, scendete a destra; al secondo, con bivio, andate a sinistra; al terzo, senza bivio, proseguite fino a un crocevia con cartelli e frecce. Qui, mediante gradini, scendete a sinistra su una vecchia carbonaia (Piazzola carbonaia - 275 m).
Continuate ora, riprendendo il Sentiero degli Alpini, sulla dissestata mulattiera.
Al successivo bivio tenete la destra e in breve tempo arrivate all'inizio del percorso.
